L’importanza dello sport per i bambini

Tra le norme del buon vivere l’attività fisica occupa una posizione primaria. L’importanza di questa consuetudine va trasmessa ai bambini a partire dai primi anni di vita. Già a 5 – 6 anni i piccoli sono perfettamente in grado di eseguire esercizi finalizzati a migliorare le capacità respiratorie e cardiocircolatorie, conciliandoli con esercizi di allungamento per la correzione della postura.

Oggigiorno i genitori, poiché presi da impegni vari concentrati in tempo molto stretti, sottovalutano l’attenzione da attribuire a questo aspetto dell’educazione dei propri figli.
Altre volte un respiro affannoso prolungato dopo una semplice corsa o un gioco molto movimentato spaventa i genitori che, di conseguenza, provano a moderare la vivacità dei piccoli. Questa sorta di affanno è invece una conseguenza fisiologica e positiva, dovuta semplicemente alla differenza della frequenta cardiaca tra adulti e bambini: gli adulti hanno tra i 60 e i 90 battiti al minuto, i bambini da 80 a 100.

Trascurare la formazione sportiva nell’educazione dei bambini ha portato ad oggi ad avere una media europea di bambini obesi pari al 15% della popolazione infantile. Questo dato sembra innocuo a è in realtà fortemente allarmante poiché in continua crescita.

Il tempo scolastico dedicato allo sport e al gioco è tutt’oggi limitato ad un paio d’ore settimanali e le attività praticate sono ripetitive e poco coinvolgenti. Al di fuori dell’ambiente scolastico i diversi impegni di genitori e figli non riescono sempre a conciliarsi con gli orari della palestra o di uno sport in particolare.

Bambini e ragazzi che fanno sport nelle ore pomeridiane sono letteralmente dei privilegiati, visti anche i costi degli abbonamenti periodici di oggi. Per questo sarebbe opportuno integrare al meglio la formazione culturale con quella agonistica.

L’esercizio fisico non ha solo fini legati al benessere o all’estetica. Infatti un’attività di gruppo fatta più volte alla settimana può essere molto più educativo di un interno anno sedentario in classe. La cultura si, ma non solo.

Amicizia, solidarietà e collaborazione sono elementi fondanti di un sport di squadra e sani principi di vita; i bambini che giocano in gruppo imparano a cooperare (sotto la guida di un adulto) per raggiungere lo stesso obiettivo, riponendo la propria fiducia nell’altro e rapportandosi in modo paritario.

Lo sport è maestro di autodisciplina e autocontrollo, aiuta a rafforzare l’autostima e a formare il carattere. Sotto la guida di un adulto responsabile e capace i bambini imparano a superare anche le barriere culturali, linguistiche e religiose.

Se posti in una condizione di sana competizione per mettersi in gioco e non in unno stato emotivo stressante e ansioso, tutti questi risultati si possono raggiungere.
Il risultato di un’educazione di questo tipo è un adulto maturo, con una mentalità aperta, che non ha difficoltà a cooperare e con ottime doti relazionali. Inoltre sarà ricco di sani principi e linee comportamentali equilibrate.

Infine, come in tutti gli aspetti della vita del proprio figlio, il genitore non può e non deve imporsi in maniera dispotica. Deve si convincere il bambino a dedicarsi ad un’attività sportiva ma lasciar scegliere a lui quella che preferisce e che più si allinea con i suoi gusti e le sue attitudini fisiche e caratteriali.

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